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Data di pubblicazione: 02/02/2004 12:48:31
Assaereo, Compagnie italiane rischiano di sparire

TRASPORTI: ASSAEREO, COMPAGNIE ITALIA RISCHIANO DI SPARIRE

(ANSA) - ROMA, 31 GEN - Le compagnie aeree italiane "rischiano di essere cancellate", di perdere cioé la propria identità nazionale, e "di essere assorbite nei maggiori gruppi europei".
A lanciare l'allarme sulla possibilità che le maggiori linee aeree straniere possano accaparrarsi nei prossimi anni il traffico in Italia è il segretario nazionale di Assaereo (Associazione nazionale vettori e operatori del trasporto aereo, che aderisce a Confindustria), Cesare Stumpo, che per questo chiede al governo di conoscere, se esiste, "la politica industriale che intende applicare al trasporto aereo, prima che sia troppo tardi". Una sollecitazione alla luce dell'esito ancora lontano del tavolo tecnico sul settore avviato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il coinvolgimento di tutti gli operatori, ma che sinora non ha prodotto risultati concreti nonostante siano stati acquisiti il progetto di riassetto del trasporto aereo nazionale elaborato dalla Roland Berger Consultants su richiesta di Palazzo Chigi, e l'analisi del mercato del trasporto aereo in Italia sviluppato dal professor Senn dell'Università Bocconi su incarico di Assaereo. "Il mercato del trasporto aereo è in crescita - osserva Stumpo – e quello italiano ha forti potenzialità di sviluppo rispetto a quello straniero. Per questo bisogna approfittarne e non dare le nostre compagnie in pasto alla concorrenza estera. Il governo dovrebbe quindi farsi parte diligente nel trovare spazio nelle alleanze europee alle compagnie italiane, negoziando con i governi competenti europei".
Fra 4-5 anni, dice Stumpo, "si prevede che il mercato europeo avrà due grosse compagnie aeree di linea e due low cost. Per questo non bisogna perdere altro tempo nel decidere le strategie. Se il governo, invece, decide che il trasporto aereo non è strategico, lasci le compagnie al mercato, con la conseguenza che ciascuna potrà contrattare e decidere se andare all'estero". Ma questo, rileva il segretario generale di Assaereo, "metterebbe a rischio non solo la sopravvivenza delle singole compagnie (come accaduto per Air Dolomiti che è passata di recente a Lufthansa) ma più in generale il futuro dell' economia". Alitalia, ricorda Stumpo, sino a due anni fa assorbiva l'80% circa del mercato nazionale ed oggi, nonostante l'elevata offerta di posti, è scesa al 50%, mentre Air France ha il 75% del mercato francese e Lufthansa l'80% di quello tedesco.
Parte della responsabilità, secondo Stumpo, è anche "dell'Autorità per la concorrenza che, a differenza di altri Paesi europei, si é opposta alle alleanze interne in Italia". Lasciare le rotte italiane ai grandi gruppi stranieri "sacrificherebbe - sottolinea Stumpo - l'economia delle realtà territoriali che non avrebbero più disponibilità di vettori per le destinazioni periferiche". Stumpo porta ad esempio il mercato del trasporto aereo americano, ricordando che "é stato sottoposto a cure di riassetto pesanti, che ne sono usciti grandi vettori e che comunque soffre di una grossa crisi".
Anche in Italia occorrerebbe intervenire su diversi fattori, rileva il segretario generale di Assaereo, come quello aereoportuale "dove su 130 scali solo 25 circa lavorano molto, o sulla cultura conflittuale del settore che produce un grave danno economico al sistema Paese". Uno sciopero di otto ore dei controllori di volo, afferma "costa circa 33 miliardi di lire netti all'economia", con riflessi su "aeroporti, compagnie aeree, alberghi, taxi, dipendenti, loro famiglie e quindi sull' economia in generale, per non parlare dei disagi per i passeggeri". Chi alimenta il sistema, quindi, sottolinea Stumpo "é il vettore".
Quanto alle compagnie low cost, che hanno penalizzato gli altri vettori, "hanno delle limitazioni - aggiunge Stumpo - che possono tornare a vantaggio delle aviolinee tradizionali, ma deve cambiare la filosofia del servizio ormai stimolata da diverse esigenze dell'utenza". Le compagnie aeree tradizionali, quindi, "devono adeguarsi al trasporto di massa che da un lato tollera un aeroporto decentrato e la mancanza di servizi a bordo ma dall'altro pretende il rispetto della puntualità, servizi efficienti di consegna bagagli e la garanzia nel tempo del collegamento su destinazioni business'". Alla luce di tutte queste considerazioni, è più che mai urgente quindi, secondo Assaereo, che il governo si esprima sulla politica industriale del settore.(ANSA).
 
Assaereo: Associazione Nazionale Vettori e Operatori del Trasporto Aereo
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