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Data di pubblicazione: 27/03/2003 11:29:42
Rinnovo CCNL per dirigenti di aziende industriali

ACCORDO 26 MARZO 2003 PER IL RINNOVO DEL BIENNIO ECONOMICO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO 23 MAGGIO 2000 PER I DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI

Sottoscritto fra Confindustria e Federmanager il 26 marzo 2003 l'accordo per il rinnovo della parte economica del contratto collettivo 23 maggio 2000, scaduta il 31 dicembre 2001.

L'accordo - di cui si allega il testo - completa il processo di fondamentali modifiche ed innovazioni che le parti avevano concordato sin dal maggio dello scorso anno, ponendo anche le condizioni per la ridefinizione del ruolo che si intende affidare al contratto collettivo nella gestione del rapporto con i dirigenti.

Con l'accordo del 26 marzo 2003, infatti, si stabilisce che la disciplina collettiva dovrà essere prevalentemente orientata ad assicurare ai dirigenti, oltre ad un adeguato livello di formazione professionale continua, anche la garanzia di una specifica tutela integrativa per gli aspetti di natura previdenziale ed assistenziale - tanto per quel che riguarda il sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria, quanto per i profili di assistenza sanitaria.

In questo contesto di rinnovata ed accentuata tutela degli aspetti che riguardano il ruolo e lo status del dirigente, si ridimensiona il compito che tradizionalmente svolgono i contratti collettivi nazionali per quanto riguarda la determinazione del trattamento economico dei lavoratori cui si applicano.

Confindustria e Federmanager concordano, infatti, che a far data dal rinnovo del contratto che scade il prossimo 31 dicembre, il Ccnl dei dirigenti diventerà un contratto "di garanzia" e cioè non determinerà più l'incremento del "minimo contrattuale", bensì indicherà un "trattamento minimo complessivo" di garanzia, quale soglia al di sotto della quale non può porsi il trattamento economico complessivo individuale di nessun dirigente, prendendo così atto che la dinamica retributiva non può che essere direttamente definita a livello individuale fra singola impresa e singolo dirigente.

Un accordo di particolare rilievo che costituisce una assoluta novità nel sistema di relazioni industriali italiano e che, per realizzarsi, presuppone che vengano adottati alcuni interventi di modifica legislativa indicati dalle parti come necessari per garantire lo sviluppo delle forme di previdenza ed assistenza integrative.

Il processo di trasformazione che si realizzerà a far data dal 2004, aveva preso avvio – secondo un programma definito nell'ambito della delegazione di Confindustria e, di volta volta, concordato con Federmanager – con l'accordo del 23 maggio 2002 ( ) con il quale, da un lato veniva consensualmente rinviata la definizione del rinnovo della parte economica del contratto scaduta il 31 dicembre 2001 e, dall'altro, si definiva il testo dell'"avviso comune" con il quale le parti chiedevano al Governo la predisposizione dei provvedimenti legislativi necessari per procedere alla soppressione dell'INPDAI ed al conseguente trasferimento della previdenza obbligatoria dei dirigenti all'INPS. Una decisione, questa, che - superate inutili resistenze di chi, all' interno ed all'esterno dell'Ente, contrastava questa scelta determinando ulteriori nocivi ritardi per il bilancio dell'Istituto – viene congiuntamente assunta prendendo doverosamente atto della situazione critica in cui, da tempo, versava l'INPDAI.

Infatti, nonostante gli aumenti delle aliquote contributive che avevano equiparato la misura della contribuzione a quella in vigore nell'INPS (32,70%), il passivo dell'INPDAI continuava ad aumentare a ragione dello squilibrio fra prestazioni e contribuzioni. Un fenomeno legato non solo alla diminuzione dei dirigenti in servizio ma anche, ed in maniera consistente, ad alcuni provvedimenti legislativi quali, in particolare, quelli sull' inquadramento previdenziale delle imprese, che hanno sottratto all'INPDAI un cospicuo numero di versanti attivi passati all'INPS, nonché quelli che prevedono il versamento all'INPS, anziché all' INPDAI, di ingenti importi per oneri impropri, privi di qualsiasi effetto a favore dei dirigenti.

L'"avviso comune" viene discusso con il Governo ed i vertici dei due Istituti interessati così che, una volta condiviso, entra a far parte dei provvedimenti della Legge Finanziaria 2003. La confluenza dell'INPDAI nell'INPS è regolata nell'art. 42 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 per cui, dal 1° gennaio 2003 i dirigenti in attività già iscritti all'INPDAI ed i titolari di trattamenti pensionistici diretti e di reversibilità, sono iscritti nella gestione dell'assicurazione generale IVS dell'INPS, con separata evidenza contabile all'interno del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Sempre con effetto dal 1° gennaio 2003, il regime pensionistico dei dirigenti di aziende industriali è uniformato a quello generale del Fondo pensioni lavoratori dipendenti nel rispetto del principio del pro-rata.

Il trattamento pensionistico che sarà liquidato dall'INPS ai dirigenti industriali già iscritti all'INPDAI, risulterà quindi composto da due importi: uno calcolato secondo le regole proprie della normativa previdenziale INPDAI, con riferimento all'anzianità contributiva individuale maturata alla data del 31 dicembre 2002; l'altro calcolato secondo le regole vigenti per l'assicurazione generale IVS dei lavoratori dipendenti, con riferimento all'anzianità contributiva individuale maturata successivamente al 1° gennaio 2003, con applicazione, con la medesima decorrenza, delle aliquote di rendimento e delle fasce di retribuzione già in vigore in tale regime ( ; ). Di conseguenza, il massimale contributivo e pensionabile in vigore presso l'INPDAI viene eliminato non già gradualmente, come avevamo indicato nell'"avviso comune", ma fin dal 1° gennaio 2003, comportando per aziende e dirigenti interessati un immediato incremento degli oneri contributivi. Anche di questo si tiene conto nell'odierno accordo che, per l' appunto, prende le mosse - nelle "premesse" - dall'avvenuto intervento legislativo che disciplina la confluenza dell'INPDAI nell' INPS. Nella stessa "premessa", con riguardo ai provvedimenti per il sostegno al reddito dei dirigenti in caso di disoccupazione involontaria, si prende atto di quanto convenuto fra Governo e parti sociali con il "Patto per l'Italia" del 5 luglio 2002 in tema di riforma degli ammortizzatori sociali, che adesso, fa parte del disegno di legge delega 848-bis all'esame del Parlamento ( ). Un ulteriore riferimento in "premessa" è riservato alla costituzione di Fondirigenti, il Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti, per il cui avvio manca ancora il decreto del Ministero del Lavoro che deve anche stabilire il finanziamento per lo start-up.

Alla "premessa" segue la valutazione delle parti circa l' esigenza di mutare la funzione ed il ruolo del contratto nazionale per cui - una volta adottati i "provvedimenti legislativi occorrenti a questo scopo e meglio specificati ai successivi alinea che configurano i correlativi impegni tra le parti" - si procederà "alla modificazione della struttura della Parte Seconda-Trattamento economico del contratto collettivo", dal momento che le risorse economiche disponibili nell' ambito del prossimo rinnovo saranno prevalentemente orientate al raggiungimento dell'obiettivo di garantire al dirigente "una specifica tutela integrativa per ogni aspetto di natura previdenziale, di tipo assistenziale, in specie per quanto riguarda il sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria nonché per ogni aspetto relativo ad un adeguato livello di formazione professionale continua, finalizzato anche alla occupabilità, ed infine riferito alla assistenza sanitaria".

Seguono gli impegni che le parti assumono in termini di modalità e tempi per attuare gli interventi concordati, ed in particolare:

- revisione dell'"avviso comune" in materia di sostegno al reddito, già definito con l'accordo del 23 maggio 2002, per tener conto delle novità apportate in materia dal "Patto per l'Italia" con riferimento, in particolare, all'innalzamento del limite massimo dell'importo del trattamento di disoccupazione ed all'utilizzo – per il finanziamento di un livello di tutela integrativo – del contributo dello 0,30% oggi versato per il trattamento di mobilità (di cui i dirigenti non fruiscono, per legge). La revisione dovrà essere attuata rapidamente per presentare la richiesta al Governo in tempo utile perché sia inserita nell'ambito della revisione degli strumenti di integrazione al reddito;
- definizione di un nuovo "avviso comune" per la abolizione del limite di deducibilità dei contributi versati alle forme di previdenza complementare (per i dirigenti, il PREVINDAI) espresso in cifra fissa (attualmente 5.164,57 euro). In questo caso i tempi di definizione dell'avviso devono tener conto dell'attività del Governo rispetto alla fase di emanazione dei decreti di attuazione della delega sulla riforma previdenziale;
- conclusione di un ulteriore "avviso comune" per la revisione dei limiti di deducibilità dei contributi versati alle forme di assistenza sanitaria integrativa (per i dirigenti, il FASI) e per la richiesta al Governo dell'apertura di un tavolo di confronto per la revisione più complessiva della normativa sui fondi sanitari integrativi.
Sulla base di questa attività rivolta congiuntamente al Governo per i necessari interventi di natura legislativa, Confindustria e Federmanager concordano i conseguenti impegni che - in occasione del rinnovo del contratto che scadrà il 31 dicembre 2003 - possono essere integralmente assunti nell'ambito dell'autonomia collettiva, ed in particolare:

1. in funzione della revisione del trattamento di disoccupazione (innalzamento del limite massimo di legge e possibilità di destinare lo 0,30% oggi pagato per la mobilità, al finanziamento del livello integrativo), costituzione di un ente bilaterale per la gestione del fondo integrativo del trattamento di disoccupazione per i dirigenti involontariamente disoccupati, finanziato anche con uno specifico contributo a carico delle imprese;

2. in funzione della rimozione del limite di deducibilità dei contributi versati alle forme di previdenza complementare, impegno ad innalzare le quote di contribuzione a carico delle imprese ed, in ogni caso, innalzamento delle quote derivanti dall'accantonamento annuale del TFR;

3. in funzione della revisione dei limiti di deducibilità dei contributi versati alle forme di assistenza sanitaria integrativa e di una revisione più complessiva dell'intera normativa in materia, impegno ad incrementare il livello delle contribuzioni a carico delle imprese al fine di migliorare le prestazioni del FASI;

4. in funzione della emanazione dei decreti del Ministero del Lavoro sui Fondi di formazione professionale, avvio - sin dall'anno in corso – delle attività operative di Fondirigenti;

5. a completamento del contratto collettivo così prevalentemente orientato agli aspetti di tutela e garanzia dello status del dirigente, ridefinizione del "trattamento economico" non più come determinazione del minimo retributivo contrattuale, bensì quale trattamento minimo complessivo di garanzia da adeguare con periodicità pluriennale (da definire) in applicazione di criteri e parametri che saranno contrattualmente stabiliti. Allo scopo di dare sin d'ora certezza sul modello disegnato, nell'accordo è stato chiarito che i futuri adeguamenti del trattamento minimo complessivo di garanzia (e cioè, quelli che saranno stabiliti in futuro per aumentare il primo trattamento minimo di garanzia che sarà indicato a valere dal 2004) non "giocheranno" come i normali e tradizionali aumenti dei minimi, bensì saranno corrisposti solo ed esclusivamente ai dirigenti che, all'epoca, dovessero avere una retribuzione annua individuale di fatto, inferiore al trattamento minimo complessivo di garanzia. Non scritto ma stabilito fra le parti, il principio secondo cui il meccanismo di trattamento minimo complessivo di garanzia dovrà, nella sua fase di prima applicazione (e cioè dal 2004) essere corredato da discipline transitorie che consentiranno il progressivo adeguamento rispetto a trattamenti economici individuali inferiori;

6. per la parte normativa, che viene giudicata sostanzialmente valida nell' attuale assetto e quindi non suscettibile di particolari futuri interventi modificativi, le parti si riservano di proporre la revisione e l' aggiornamento di specifici aspetti. In tal senso è già previsto che si procederà ad un approfondimento tecnico per la revisione di due aspetti riferiti, l'uno all'art. 7 (ferie) per quel che concerne un prolungamento del periodo entro il quale il dirigente può fruire le ferie maturate nell'anno, e l'altro per alcuni aspetti riferiti al trattamento economico per infortunio disciplinato dall'art. 12.

Per la verifica della effettiva adozione dei provvedimenti legislativi d' interesse e per rendere più agile e rapido il rinnovo per il 2004, Confindustria e Federmanager hanno anche concordato di incontrarsi a far data dal 15 settembre prossimo.
Nella prospettiva di un negoziato per il contratto che, con le modalità e le innovazioni previste, varrà dal 2004, si è - infine - convenuto di procedere al rinnovo del biennio economico (scaduto il 31 dicembre 2001) "in applicazione dei criteri finora tradizionalmente assunti nei rapporti fra le parti", e pertanto:
Soluzione per il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2002
- ARRETRATI RETRIBUTIVI: ai dirigenti in servizio alla data del 1° gennaio 2002 e che siano ancora alle dipendenze della stessa impresa alla data del 26 marzo 2003, viene riconosciuto - a titolo di emolumenti arretrati relativi al 2002 (e come tali soggetti alla relativa disciplina fiscale) – un importo pari a 1.255,30 euro da corrispondere in un'unica soluzione con la retribuzione afferente al mese di aprile 2003;
- ASSORBIMENTO DELL'INDENNITA' DI VACANZA CONTRATTUALE: stante la natura di arretrati retributivi, dall'importo di 1.255,30 euro sono assorbiti i 255,30 euro corrisposti nel 2002 a titolo di indennità di vacanza contrattuale (pari a 17,41 euro per i mesi da aprile a giugno ed a 29,01 per ciascuno dei mesi da luglio a dicembre e per tredicesima mensilità) ( ; );
- ULTERIORE ASSORBIMENTO: stante la natura di emolumenti arretrati, l' importo è ulteriormente assorbibile o conguagliabile - secondo la formula tradizionalmente assunta in contratto dal 1997 – con i miglioramenti economici ricorrenti (con esclusione quindi di quelli non aventi detta natura come una tantum, bonus, ecc.) attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 1998, a meno che tali miglioramenti siano stati espressamente dichiarati non assorbibili;
- DIPENDENTI PROMOSSI DIRIGENTI: per coloro che già in servizio presso la stessa azienda, abbiano acquisito la qualifica di dirigente successivamente al 1° gennaio 2002 e siano ancora in servizio alla data del 26 marzo 2003, si procederà alla corresponsione di un importo per arretrati retributivi che viene convenzionalmente stabilito in un rateo mensile pari a 83,33 euro per ogni mese intero di servizio. Da questo importo non deve essere assorbito l'equivalente corrisposto per l'indennità di vacanza contrattuale dal momento che il rateo di 83,33 euro è stato determinato già scomputando l'IVC corrisposta. L'ulteriore assorbibilità rispetto ai miglioramenti economici ricorrenti è, ovviamente riferibile ai soli miglioramenti ricevuti con la qualifica di dirigente;
- DIRIGENTI ASSUNTI DAL 1° GENNAIO 2002: ai dirigenti assunti dal 1° gennaio 2002 non è dovuto - come di consueto - alcun importo a titolo di arretrati retributivi per il 2002;
- COMPUTABILITA' NEL TFR: stante la natura di emolumenti arretrati, gli importi riconosciuti a tale titolo sono utili solo ed esclusivamente ai fini del computo del TFR.

Aumento del minimo contrattuale a decorrere dal 1° gennaio 2003
Il minimo contrattuale viene aumentato, a regime, di 250,00 euro mensili lordi suddivisi in due tranches, la prima con decorrenza 1° gennaio 2003 e pari a 130,00 euro mensili lordi e la seconda con decorrenza 1° settembre 2003 pari ad ulteriori 120,00 euro mensili lordi. Pertanto, secondo le tradizionali modalità, si è concordato che:
- AUMENTO DEL MINIMO CONTRATTUALE: il minimo contrattuale mensile base è fissato, con decorrenza dal 1° gennaio 2003, in 3.316,54 euro e, con decorrenza dal 1° settembre 2003, in 3.436,54 euro;
- tali misure sono comprensive dell'importo di 816,52 euro mensili maturato, alla data del 1° luglio 1991, a titolo di meccanismo di variazione automatica della retribuzione, soppresso ai sensi dell'art. 5 dell' accordo 18 febbraio 1992;
- gli incrementi del minimo contrattuale mensile base, come risultanti dalle decorrenze sopra indicate, non comportano riflessi sull'importo per ex elemento di maggiorazione e sugli aumenti di anzianità di cui rispettivamente all'art. 4 e all'art. 6 del ccnl 23 maggio 2000;
- le variazioni in funzione dell'anzianità di servizio nella qualifica sono regolate dall'art. 6 cit.;
- sulle retribuzioni di fatto dovute alla data del 31 dicembre 2002 è apportato, con decorrenza dal 1° gennaio 2003, un aumento pari alla differenza tra il minimo base di 3.316,54 euro stabilito dal presente accordo e il minimo base in vigore al 31 dicembre 2002 secondo il ccnl 23 maggio 2000 (pari a 3.186,54 euro). Allo stesso modo, sulle retribuzioni di fatto dovute alla data del 31 agosto 2003, sarà apportato, con decorrenza dal 1° settembre 2003, un ulteriore aumento pari alla differenza tra il minimo base decorrente dal 1° settembre 2003 e il minimo base in vigore alla data del 1° gennaio 2003 (3.436,54 euro meno 3.316,54 euro);
- DESTINATARI: gli aumenti della retribuzione di fatto stabiliti dal presente accordo con decorrenza dal 1° gennaio 2003 e dal 1° settembre 2003 trovano applicazione nei confronti dei dirigenti in servizio alla data del 26 marzo 2003;
- salvo il rispetto del minimo mensile base previsto dal presente accordo con decorrenza dal 1° gennaio e dal 1° settembre 2003 e dell'importo per ex elemento di maggiorazione di cui all'art. 4) del ccnl 23 maggio 2000, gli aumenti della retribuzione di fatto previsti dal presente accordo con decorrenza dal 1° gennaio e dal 1° settembre 2003 non sono dovuti ai dirigenti assunti dalla data del 1° gennaio 2002;
- ARRETRATI GENNAIO-MARZO 2003 : gli importi relativi al periodo 1° gennaio-31 marzo 2003 saranno corrisposti, sempre che dovuti, con la retribuzione afferente al mese di aprile 2003;
- REGIME DI ASSORBIBILITA': dall'aumento fissato con decorrenza 1° gennaio 2003, possono essere assorbiti gli importi per indennità di vacanza contrattuale corrisposti nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2003 e pari a complessivi 87,03 euro;
- ULTERIORE ASSORBIBILITA': secondo i consueti principi introdotti con l'accordo del 19 novembre 1997, i miglioramenti economici ricorrenti (con esclusione quindi di quelli non aventi detta natura come una tantum, bonus, ecc.) sulle retribuzioni mensili di fatto attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 1998, sono assorbibili o conguagliabili fino a concorrenza con gli aumenti stabiliti dal presente accordo a decorrere dal 1° gennaio e dal 1° settembre 2003;
- REGIME DI ESCLUSIONE: gli aumenti della retribuzione di fatto stabiliti dal presente accordo con decorrenza dal 1° gennaio e dal 1° settembre 2003, non sono dovuti ai dirigenti con retribuzione annua individuale di fatto al 31 dicembre 2002 superiore a 160.200,00 euro. Le parti hanno convenzionalmente individuato questo livello retributivo annuo come quello oltre il quale, a seguito della eliminazione del massimale pensionistico dopo la confluenza dell'INPDAI nell'INPS, si determina per l'impresa un maggior onere contributivo pari all'aumento riconosciuto con il presente accordo;
- per retribuzione individuale di fatto, a questi fini, si intende quella composta esclusivamente da minimo base, aumenti di anzianità, importo per ex elemento di maggiorazione, superminimo, rateo di tredicesima mensilità e di eventuali mensilità aggiuntive;
- il regime di esclusione opera solamente nei confronti dei dirigenti per i quali, in base alla normativa vigente, la pensione viene calcolata interamente con il sistema retributivo. Ciò in quanto per i dirigenti per i quali si applica interamente il metodo contributivo, il massimale vigente è inferiore all'ex massimale INPDAI, sicché dalla confluenza non sono derivanti, per queste posizioni, maggiori oneri di contribuzione. Per i dirigenti rientranti nel sistema c.d. misto (retributivo e contributivo pro-rata) si è invece tenuto conto del fatto che nei loro confronti trovano già applicazione le più rigorose regole di calcolo della prestazione pensionistica proprie di tale metodo;
- RICALCOLO DEGLI ISTITUTI CONTRATTUALI: relativamente alle trasferte e missioni effettuate dopo il 31 dicembre 2001 e fino al 26 marzo 2003, data di sottoscrizione dell'accordo, il rimborso spese non documentabili (di cui all'art. 10 del ccnl 23 maggio 2000), resta confermato nell'attuale importo di 47,40 euro, in modo da evitare ricalcoli per le trasferte già effettuate. Solo a decorrere dal 27 marzo 2003, l'importo del 2% sarà computato, secondo i consueti criteri, sul nuovo minimo (sempre diminuito dell'importo per ex variazione automatica confluito nel predetto minimo), passando così a 50,00 euro e, con decorrenza dal 1° settembre 2003, a 52,40 euro; - INDENNITA' DI VACANZA CONTRATTUALE: a far data dal mese di aprile 2003, cessa di essere corrisposta l'indennità di vacanza contrattuale.
Con separata intesa - parimenti allegata - Confindustria e Federmanager convengono circa l'opportunità che gli organi di gestione del FASI provvedano - alla luce delle risultanze complessive dell'esercizio 2002 e della verifica di bilancio preventivo 2003 - ad adottare interventi, già nel 2003, "singoli e selettivi" riferiti a "prestazioni di particolare rilevanza", ferma restando l'invarianza contributiva per il 2003 e fatta salva la revisione generale del Tariffario che potrà essere attuata in occasione del prossimo rinnovo.
Nel confermarci a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e precisazione si rendesse necessaria, si coglie l'occasione per ringraziare la Delegazione incaricata della trattativa, per il prezioso contributo di esperienza assicurato al fine del raggiungimento dell'accordo.

>> Leggi il testo dell'accordo>>
 
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