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Data di pubblicazione: 18/02/2003 10:23:11
Regolamentazione dello sciopero

Situazione della gestione delle normative sulla regolamentazione dello sciopero nel trasporto aereo.

La nostra organizzazione, prima nella veste di Intersind ed ora in quella di Assaereo, ha concretamente contribuito, attraverso norme contrattuali ed accordi operativi, a rendere efficaci le normative della legge 146/90 e 83/2000 nell’ambito del trasporto aereo.

- Le procedure di raffreddamento del conflitto sono state inserite nei contratti di lavoro del personale Alitalia sino dal 1975.

- L’accordo sulle fasce di rispetto 7/10-18/21, 1994, ha consentito la realizzazione di un efficace sistema di garanzie per l’utenza che può contare comunque su orari affidabili in caso di interruzione generalizzata del servizio.

- La introduzione del principio della rarefazione oggettiva nella legge 83/2000 ha costituito il riconoscimento di una pragmatica soluzione operativa che, sino dall’entrata in vigore della legge 146 nel 1990, si era resa necessaria a causa della molteplicità di scioperi che, seppure regolamentati nella modalità di effettuazione, in un settore integrato quale quello del trasporto aereo costituivano la realtà giornaliera per tale modalità di trasporto.

Nel corso degli anni si è venuto a realizzare un sistema di garanzie per l’utenza sempre più affidabile e che la entrata in vigore della legge 83 ne lasciava presupporre un progressivo rafforzamento.

Dobbiamo invece prendere atto, in conseguenza di un carente realismo nella interpretazione della legge medesima, di un inaspettato deterioramento della situazione sul fronte delle tutele per l’utenza e dei rapporti tra le parti sociali, che pure sono state in grado di produrre regole rispettate da tutti i soggetti operanti nel settore.

Il collaudato e consolidato sistema di raffreddamento delle vertenze in atto è stato messo in discussione prima con il rinvio alla totale ricontrattazione delle procedure, già facenti parte dei contratti di lavoro nazionali ed aziendali, e successivamente attraverso la incerta lettura delle previsioni di legge in merito alla applicazione di una nuova procedura amministrativa di conciliazione, che la legge ha destinato a tutti altri scopi, in alternativa alle norme di raffreddamento previste dal sistema contrattuale e comunque sottoponendola alla condizione della preventiva intesa tra le parti.

Tale situazione sta determinando di fatto il trasferimento in sede istituzionale del sistema delle relazioni industriali con risultati debilitanti per il raffreddamento del conflitto.

Non riteniamo nostro compito entrare nel merito delle prerogative interpretative della Commissione di Garanzia, ma ci limitiamo a riprodurre lo scenario del trasporto aereo venutosi a determinare a seguito della incerta applicazione dell’art. 31 della delibera 01/92.

A seguito delle indicazioni della Commissione sulla interpretazione della legge 83/2000, in relazione alle procedure di raffreddamento, le organizzazioni sindacali hanno messo in discussione le relative norme contrattuali che, attraverso tre livelli di conciliazione, da effettuarsi in intervalli di dieci giorni ciascuno, consentono un periodo di trenta giorni effettivi, più il preavviso, tra l’avvio della vertenza e la proclamazione dello sciopero.

Il ricorso alla procedura amministrativa, introdotta dalla legge 83, dimezza tali tempi trasferendo il confronto in sede ministeriale.

Purtuttavia quando la Commissione ha deliberato in tal senso sui tempi di attuazione delle procedure di raffreddamento, artt. 30 e 31 della deliberazione 01/92, la medesima è stata impugnata dalle oo.ss che ritenevano tali periodi eccessivi nella durata.
Il ricorso è stato respinto.

Nel frattempo le vertenze si stanno sommando a tutti i livelli, locali e nazionali e le possibilità di mediazione, proprie delle parti sociali, sono state trasferite in sedi esterne alle aziende con un aumento della conflittualità e degli scioperi.

Nel corso degli ultimi 18 mesi le oo.ss hanno regolarmente ed esclusivamente reclamato le sedi istituzionali, svuotando di fatto l’efficacia negoziale del secondo livello di raffreddamento e trasformandolo in un mero adempimento burocratico, come riconosciuto dalla competente Direzione Generale del Ministero del Lavoro.

Infatti, a partire dalla introduzione dell’ art. 31, il totale delle vertenze trasferite nella sopracitata sede si sono concluse con un verbale di mancato accordo, seguito dalla puntuale proclamazione di sciopero, fortunatamente non sempre compatibile con il calendario di agitazioni in corso al momento.

Fino al settembre 2001 la percentuale di accordi raggiunti in sede datoriale, nel corso del secondo e terzo livello delle procedure di raffreddamento contrattuali, raggiungeva mediamente il 30% delle vertenze.

Il presidio delle libertà costituzionali dello sciopero e della mobilità dei cittadini attraverso regole oggettive si è dimostrato più efficace del percorso negoziale a tutti i costi che aveva connotato il periodo antecedente la 146/90, soprattutto in considerazione della natura integrata del servizio del trasporto aereo, della molteplicità di soggetti sindacali operanti nel settore e della forte capacità di interdizione di gruppi di base di minima consistenza.

La rarefazione oggettiva del conflitto tuttavia , al momento aggirata dalla fattispecie dello sciopero generale o di settore, da sola non è in grado di contrastare i comportamenti anomali di talune categorie addette ad attività in regime di monopolio assoluto (controllori di volo) e che si rendono responsabili con immotivata regolarità del blocco totale del servizio.

In tali casi lo strumento del referendum preventivo applicato all’azienda o l’adozione di particolari forme di protesta, quale lo sciopero virtuale, concorrerebbero a completare in modo ragionevole l’attuale sistema di regolamentazione dello sciopero.

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Assaereo: Associazione Nazionale Vettori e Operatori del Trasporto Aereo
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